Il 5 marzo 2026, nello Studio Ovale, un gruppo di pastori evangelici esegue un’imposizione delle mani sul Presidente[1]. Trump tiene gli occhi chiusi. Altri pregano perché Dio gli infonda coraggio e determinazione nella guerra in corso contro l’Iran, nota al Pentagono come Operation Epic Fury. L’immagine è stata diffusa in diretta, rilanciata dal vice capo di gabinetto Dan Scavino tramite i canali social. Questa iniziativa non può essere considerata un’eccezione, ma piuttosto una componente fondamentale di una liturgia di Stato.
Due giorni prima, la Military Religious Freedom Foundation aveva divulgato l’email di un sottufficiale, indirizzata al presidente Mikey Weinstein a nome suo e di altri quindici militari della stessa unità, che riportava quanto emerso durante un briefing sullo stato di prontezza al combattimento tenutosi il 2 marzo 2026[2]. Il comandante ha definito il conflitto contro l’Iran come «parte del piano divino di Dio», facendo ripetutamente riferimento all’Apocalisse. Inoltre, ha affermato che «il presidente Trump è stato “unto da Gesù per accendere il fuoco di segnalazione in Iran, provocare Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra”»[3]. La MRFF ha dichiarato di aver ricevuto oltre duecento segnalazioni simili da più di cinquanta installazioni militari di ogni arma[4]. Il 6 marzo scorso, trenta parlamentari democratici, guidati da Jared Huffman, Jamie Raskin e Chrissy Houlahan, hanno formalmente richiesto all’ispettore generale del Dipartimento della Difesa l’apertura di un’indagine[5].
Pete Hegseth, che dal Pentagono (il nome corretto sarebbe Dipartimento della Guerra) guida le operazioni, ha espresso pubblicamente nel 2018, in occasione della conferenza di Arutz Sheva al King David Hotel di Gerusalemme, la sua convinzione che la ricostruzione del Terzo Tempio sul Monte del Tempio sia non solo auspicabile, ma anche realizzabile: «Il 1917 è stato un miracolo, il 1948 è stato un miracolo, il 1967 è stato un miracolo, il 2017, con la proclamazione di Gerusalemme come capitale di Israele, è stato un miracolo, e non c’è motivo per cui il miracolo della ricostruzione del Tempio sul Monte del Tempio non sia possibile. Non so come potrebbe avvenire, tu non sai come potrebbe avvenire, ma so che potrebbe avvenire, questo è tutto ciò che so»[6]. Il ministro della Guerra americano ha dichiarato la propria posizione e attualmente presiede il Pentagono. La ricostruzione del Terzo Tempio, che prevede la demolizione della Cupola della Roccia e della moschea di al-Aqsa, potrebbe avere conseguenze di portata globale, con possibili ripercussioni su scala religiosa.
Il 17 febbraio 2026, al Pentagono, è stato invitato Douglas Wilson, predicatore che sostiene pubblicamente la creazione di una teocrazia cristiana negli Stati Uniti e l’abolizione delle processioni cattoliche mariane definite «atti pubblici di idolatria»[7]. Wilson ha guidato un momento di preghiera[8].
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, il 12 aprile, ha compiuto un gesto che ha attirato l’attenzione internazionale. Durante la sua visita alla Spianata delle Moschee, il ministro ha pregato, violando lo status quo che, dal 1967, vieta ai non musulmani di pregare sul sito. Questo gesto ha destato preoccupazione tra i osservatori politici, che ora lo considerano come un’azione politica deliberata e non come un’eccentricità teologica. «Oggi mi sento il padrone di casa», ha dichiarato in un video diffuso dal suo ufficio, aggiungendo: «continuo a sollecitare il primo ministro a fare sempre di più. Dobbiamo andare ancora oltre, sempre più in alto»[9]. Al suo fianco il rabbino Elisha Wolfson, capo della Temple Mount Yeshiva, che ha affermato: «Bisogna comprendere che questo non è un cambiamento solo per coloro che saliranno sul Monte del Tempio, ma per l’intero popolo di Israele, che ha atteso 2000 anni»[10]. Il ministero degli Esteri giordano ha definito la violazione come «una dissacrazione, un’escalation condannabile e una provocazione inaccettabile»[11]. Tuttavia, il fulcro della questione non risiede nella condanna giordana, ma piuttosto nel fatto che ciò che nel 2018 Hegseth poteva enunciare come una prospettiva teologica sta oggi diventando realtà, passo dopo passo, nel contesto della cronaca quotidiana. Otto anni fa, questa previsione era piuttosto vaga; oggi, il primo è ministro della Guerra degli Stati Uniti e il secondo è ministro della Sicurezza Nazionale di Israele. Attualmente, stanno dimostrando questa tendenza attraverso azioni pratiche, non solo con azioni demolitrici, ma anche con una progressiva giudaizzazione del sito, che include preghiere ebraiche permesse, visite ministeriali frequenti, retorica proprietaria e erosione dello status quo giordano, con il supporto del Temple Institute. La fase di demolizione materiale sarà avviata solo dopo che il terreno simbolico sarà stato conquistato. Attualmente, ci troviamo nella fase centrale di tale processo.
Hegseth e Ben-Gvir differiscono nella loro concezione teologica. Mentre il primo è un evangelico dispensazionalista[12] che attende il ritorno di Cristo, il secondo è un sionista religioso kahanista[13] che auspica la venuta del Messia ebraico. Tuttavia, entrambi condividono l’obiettivo intermedio di costruire il Terzo Tempio. Le diverse prospettive escatologiche[14] convergono su un’agenda operativa comune, e questo è sufficiente. Il lavoro delle alleanze imperiali non richiede coerenza dottrinale, ma solo una convergenza strategica verso obiettivi comuni.
A chiarire i contorni del nuovo ordine è stato il licenziamento, Avvenuto l’11 febbraio 2026, di Carrie Prejean Boller dalla Religious Liberty Commission istituita da Trump nel maggio 2025[15]. Prejean Boller, ex Miss California USA convertitasi al cattolicesimo nell’aprile precedente, si era presentata all’udienza sull’antisemitismo del 9 febbraio indossando una spilla con le bandiere degli Stati Uniti e della Palestina. Ha messo in discussione l’equivalenza tra antisionismo e antisemitismo e ha chiesto ai presenti se criticare la guerra a Gaza, dove sono state uccise oltre settantamila persone in quello che lei stessa ha definito un genocidio, dovesse essere considerato antisemitismo, e se lo fosse antisemita anche lei per non sostenere quello che ha chiamato “un paese straniero”. Ha ricordato che i cattolici non abbracciano il sionismo e che i Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme hanno recentemente condannato il sionismo cristiano come ideologia dannosa. Due giorni dopo, il presidente della Commissione Dan Patrick, vicegovernatore del Texas e figura di spicco della rete sionista cristiana che fa capo alla Christians United for Israel di John Hagee, ha annunciato il licenziamento sostenendo su X che Prejean Boller aveva «dirottato un’udienza per la propria agenda personale e politica». La rete rabbinica progressista Voice of Rabbis ha denunciato il fatto che in un’udienza ufficiale sull’antisemitismo non fosse stato chiamato a testimoniare nemmeno un rabbino antisionista, in un paese in cui il sindaco della città con la più grande popolazione ebraica ha respinto la definizione IHRA proprio sul punto dell’equivalenza antisionismo-antisemitismo.
Il messaggio inviato dall’amministrazione Trump è stato chiaro: all’interno della nuova architettura ideologica, la critica al sionismo, anche da posizioni cattoliche ortodosse e persino dall’interno del cattolicesimo conservatore americano che ha sostenuto Trump, non è più oggetto di un dibattito legittimo, ma è un criterio di esclusione.
Venerdì Santo, 3 aprile 2026: per la prima volta nella sua storia, la cappella del Pentagono ha ospitato un servizio religioso esclusivamente protestante, senza alcuna messa cattolica. L’assenza della messa cattolica è stata annunciata come normale comunicazione di servizio tramite un’email interna dell’Air Force[16].
Noi europei, leggendo queste situazioni, tendiamo a fare due considerazioni, entrambe sbagliate. La prima: folklore. Pittoresco, fanatismo da Bible Belt[17], roba da documentario. La seconda, speculare e speculativa, è che il vero motore della guerra è l’Apocalisse e che gli Stati Uniti sono stati sequestrati da una setta millenarista; se si sconfigge l’evangelismo, tornerà la ragione. Entrambe le letture sono consolatorie e assolvono l’apparato che produce quelle situazioni.
Il sionismo cristiano non è il motore dell’imperialismo americano. È la sua verniciatura nella fase del declino. Gli Stati Uniti hanno armato Israele per sessant’anni senza bisogno dell’Apocalisse: basi militari, petrolio, rotte commerciali, contenimento di Mosca e Pechino, un complesso militare-industriale integrato e l’esportazione di tecnologie di targeting e sorveglianza, poi rivendute alle polizie metropolitane di mezzo mondo. La politica filo-israeliana americana precede di oltre un decennio la mobilitazione politica degli evangelici dispensazionalisti organizzati: la causa non può venire dopo l’effetto. Quando gli interessi materiali bastano a produrre consenso, la teologia resta confinata nelle chiese; quando gli interessi materiali iniziano a non bastare più, e questa è la fase in cui ci troviamo, la teologia entra nelle stanze dei bottoni, perché serve a trasformare una guerra di contenimento sempre più costosa e sempre meno giustificabile in una guerra sacra che non necessita di alcuna giustificazione.
Il punto non è che Hegseth crede davvero alla ricostruzione del Terzo Tempio. Forse sì, forse no, non è importante. Il punto è che la classe dirigente di un impero in crisi viene selezionata sulla base di questa credenza, o almeno della disponibilità a parlarne. Ed è questo il salto di qualità rispetto agli anni di Bush junior: allora il discorso evangelico accompagnava le decisioni; oggi comincia a selezionare chi le prende. La sovrastruttura colonizza il reclutamento della struttura. Non la sostituisce, sarebbe darle troppo credito, ma la filtra.
È importante comprendere le ragioni che hanno portato a questa situazione attuale. L’egemonia americana non è più sostenuta dal consenso razionale-liberale che l’ha caratterizzata dal 1945. Questo consenso si è esaurito con l’Iraq, con la crisi del 2008, con la Cina che è diventata un concorrente globale invece di un subfornitore a basso costo, e con un calo del tasso di profitto che obbliga ogni ciclo a una guerra nuova. Il linguaggio tradizionale, che include concetti come diritti umani, democrazia e libero mercato, non mobilita più le persone né convince chi lo pronuncia. È necessario un ulteriore elemento, capace di dare un senso al sacrificio che i cittadini americani verranno chiamati a compiere nelle prossime guerre: il destino divino, la terra promessa, lo scontro finale. L’imperialismo in declino sta riscoprendo il ruolo di Dio, poiché il Pil non è più sufficiente a garantire la stabilità economica.
Arrigo, su Limes[18], ha fornito un resoconto equilibrato dello spettacolo, concludendo che «tanto vale pregare». Tuttavia, ha trascurato di esplorare le implicazioni profonde e ha concentrato l’analisi sulla superficie. Ficicchia, su Dissipatio[19], interpreta il fenomeno come un errore di valutazione da parte di un’amministrazione sotto la pressione di un alleato scomodo. Questo approccio suggerisce una visione dove l’idea di un’America ‘normale’ non solo non esiste più, ma potrebbe anche essere un’utopia. La nostra posizione è che la mano imposta sul presidente rappresenta l’ultima ideologia disponibile per un impero che ha esaurito le sue opzioni ideologiche. È fondamentale prenderla sul serio, poiché le bombe che cadono su Teheran non sono semplici metafore, ma indicatori di una realtà ben più complessa.
- La preghiera è stata organizzata da Paula White-Cain e Jennifer Korn del White House Faith Office; tra i partecipanti Robert Jeffress, Ralph Reed, Gary Bauer, Samuel Rodriguez, Greg Laurie, Tom Mullins.
Mark Wingfield, Evangelical leaders return to Oval Office to pray over Trump, Baptist News Global, 6 marzo 2026. [https://baptistnews.com/article/evangelical-leaders-return-to-oval-office-to-pray-over-trump/] ↑ - Military Religious Freedom Foundation, MRFF Inundated with Complaints of Gleeful Commanders Telling Troops Iran War is “Part of God’s Divine Plan” to Usher in the Return of Jesus Christ, 3 marzo 2026. [https://www.militaryreligiousfreedom.org/2026/03/mrff-inundated-with-complaints-of-gleeful-commanders-telling-troops-iran-war-is-part-of-gods-divine-plan-to-usher-in-the-return-of-jesus-christ/]
Jonathan Larsen, U.S. Troops Were Told Iran War Is for “Armageddon,” Return of Jesus, Substack, 3 marzo 2026. [https://jonathanlarsen.substack.com/p/us-troops-were-told-iran-war-is-for] ↑ - Ibidem. ↑
- Ibidem. ↑
- Nick Mordowanec, Lawmakers Want DOD, Hegseth Investigated for Biblical ‘Armageddon’ Claims, Military.com, 6 marzo 2026. [https://www.military.com/daily-news/2026/03/06/lawmakers-want-dod-hegseth-investigated-biblical-armageddon-claims.html] ↑
- Pete Hegseth: ‘No reason why the reestablishment of the Temple is not possible’, Israel National News, [https://www.israelnationalnews.com/news/399181] ↑
- Minister invited to preach at the Pentagon calls for US ban on Marian processions, The Catholic Herald, 17 marzo 2026. [https://thecatholicherald.com/article/minister-invited-to-preach-at-the-pentagon-calls-for-us-ban-on-marian-processions] ↑
- Kaanita Iyer e Haley Britzky, Hegseth invited pastor who calls for Christian theocracy to lead Pentagon prayer service, CNN, 19 febbraio 2026. [https:// edition.cnn.com/2026/02/19/politics/douglas-wilson-pastor-pentagon-service-christian-nationalism] ↑
- Ben Gvir al Monte del Tempio, ‘mi sento il padrone di casa’, ANSA, 12 aprile 2026. [https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/04/12/ben-gvir-al-monte-del-tempio-mi-sento-il-padrone-di-casa_d3f05348-fd6c-4108-bedc-e645b4351aa6.html] ↑
- Ben-Gvir visits Temple Mount, says he feels like the ‘owner’ of holy site, Jordan condemns trip, The Jerusalem Post, 12 aprile 2026. [https://www.jpost.com/israel-news/article-892751] ↑
- Ibidem. ↑
- Il dispensazionalismo è un sistema teologico protestante ottocentesco che suddivide la storia della salvezza in periodi distinti e considera Israele e la Chiesa come due popoli distinti di Dio. Le promesse fatte agli ebrei nell’Antico Testamento sono considerate valide in senso letterale: la terra, lo Stato e il Tempio devono realizzarsi materialmente. La nascita dello Stato di Israele nel 1948 e la presa di Gerusalemme nel 1967 sono letti come segnali che la sequenza finale (Tribolazione, Anticristo, Armageddon, ritorno di Cristo) è in atto. Il sionismo cristiano è la traduzione politica di questa teologia. ↑
- Il kahanismo è una corrente politico-religiosa fondata dal rabbino Meir Kahane, ebreo americano emigrato in Israele, assassinato a New York nel 1990. Secondo questa corrente, lo Stato di Israele dovrebbe essere uno Stato ebraico integrale, fondato sulla legge religiosa ed esteso a tutta la Terra d’Israele biblica, da ottenere attraverso l’espulsione degli arabi. Il partito di Kahane, Kach, fu messo fuori legge in Israele nel 1994 come organizzazione terroristica, dopo il massacro di Hebron compiuto dal kahanista Baruch Goldstein, che uccise ventinove musulmani in preghiera nella moschea di Ibrahim. Itamar Ben-Gvir, attuale ministro della Sicurezza Nazionale, proviene da quella scuola: ha tenuto per circa venticinque anni nel salotto di casa propria, a Kiryat Arba, una fotografia di Goldstein, rimossa solo nel 2020 per esigenze elettorali, e nel 2015 ha fondato il partito Otzma Yehudit (Potere Ebraico), erede diretto di Kach.
Cfr. Jacob Magid, Bennett resists merger with Kahanist Ben Gvir, Times of Israel, 15 gennaio 2020 [https://www.timesofisrael.com/bennett-resists-merger-with-kahanist-ben-gvir-despite-pressure-from-netanyahu/] e Frank Andrews, Ben-Gvir gives speech by memorial for ‘martyrs’ Baruch Goldstein and Meir Kahane, Middle East Eye, 2 maggio 2023 [https://www.middleeasteye.net/news/israel-ben-gvir-baruch-goldstein-meir-kahane-memorial-martyrs-]. ↑ - Le escatologie sono le dottrine religiose che riguardano gli eventi finali della storia: la fine del mondo, il giudizio universale, la salvezza e l’instaurazione del regno definitivo. Ogni religione monoteista ha la sua. Quella evangelico-dispensazionalista cristiana, per esempio, attende il ritorno di Cristo dopo Armageddon. Quella ebraica messianica, invece, attende la venuta del Messia, la ricostruzione del Tempio e la restaurazione del regno di Israele. Quella sciita duodecimana, invece, attende il ritorno dell’Imam nascosto. Queste visioni sono distinte e teologicamente incompatibili, ma possono convergere su obiettivi politici intermedi, come la ricostruzione del Terzo Tempio a Gerusalemme, pur aspettandosi alla fine eventi opposti. ↑
- White House Religious Liberty Commission Removes Catholic Carrie Prejean Boller for Questioning Definition of Zionism, Catholic News World, 11 febbraio 2026. [https://www.catholicnewsworld.com/2026/02/white-house-religious-liberty.html] ↑
- Jennifer Bendery, Hegseth Holds Protestant-Only Religious Service at Pentagon, HuffPost / Mediaite, 3 aprile 2026. [https://web.archive.org/web/20260407230851/https://www.mediaite.com/media/news/hegseth-holds-protestant-only-religious-service-at-pentagon/] ↑
- Bible Belt (letteralmente “Cintura della Bibbia”) è un’area culturale e geografica degli Stati Uniti sud-orientali, caratterizzata da una forte presenza di protestantesimo evangelico, che influenza profondamente la cultura, la politica e la società. ↑
- Giacomo Maria Arrigo, Altro che cattolici, l’America è dei sionisti cristiani, Limes, n. 3/2026. ↑
- Riccardo Ficicchia, La via per l’Armageddon, Dissipatio, 17 marzo 2026. [https://www.dissipatio.it/la-via-per-larmageddon/] ↑