lunedì, Marzo 2, 2026
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A pensar male…

Il Timing è impor­tan­te, ma dovreb­be far pen­sa­re. Trump ini­zia le depor­ta­zio­ni di mas­sa del­l’I­CE e subi­to scat­ta la mobi­li­ta­zio­ne – quel­la popo­la­re, giu­sta­men­te, ma anche quel­la del­le star: Lady Gaga pian­ge a Tokyo par­lan­do di vit­ti­me inno­cen­ti e comu­ni­tà nel ter­ro­re, Spring­steen scri­ve “Stree­ts of Min­nea­po­lis” sul­l’A­me­ri­ca che per­de la sua ani­ma.

Ma dove era­no tut­ti quan­do:

  • Oba­ma depor­ta­va qua­si 3 milio­ni di per­so­ne, diven­tan­do il “Depor­ter in Chief”, con un record di 400.000 depor­ta­zio­ni solo nel 2013? [NPR | Migra­tion Poli­cy Insti­tu­te];
  • Biden con­ti­nua­va le depor­ta­zio­ni (oltre 111.000 nel solo 2022, qua­si il tri­plo del­l’an­no pre­ce­den­te) e finan­zia­va il geno­ci­dio a Gaza con alme­no 17,9 miliar­di di dol­la­ri in aiu­ti mili­ta­ri a Israe­le tra otto­bre 2023 e otto­bre 2024? [Coun­cil on Forei­gn Rela­tions | CBS News];
  • I “bam­bi­ni nel­le gab­bie” al con­fi­ne esi­ste­va­no già con Oba­ma nel 2014, con strut­tu­re di deten­zio­ne in cate­ne metal­li­che che per­si­no l’ex Segre­ta­rio del­la Home­land Secu­ri­ty Jeh John­son ammi­se esse­re “gab­bie” (cages)? [Washing­ton Post | NPR].

Silen­zio. Nes­su­na can­zo­ne. Nes­sun discor­so com­mos­so.

Il mec­ca­ni­smo è sem­pli­ce: Trump depor­ta = mostro fasci­sta, mobi­li­ta­zio­ne cele­bri­ty tota­le. I Dem depor­ta­no = poli­ti­ca migra­to­ria com­ples­sa, prag­ma­ti­smo neces­sa­rio. E le cele­bri­ty, guar­da caso, sono qua­si tut­te Dem, sono la voce del pote­re “buo­no”.

Le depor­ta­zio­ni non sono diven­ta­te improv­vi­sa­men­te disu­ma­ne nel 2026. Lo sono sem­pre sta­te. Ma pro­te­sta­re con­tro Trump è sicu­ro, rispet­ta­bi­le, ti fa gua­da­gna­re pun­ti pro­gres­si­sti. Pro­te­sta­re con­tro Oba­ma o Biden signi­fi­ca­va esse­re “estre­mi­sti”, “non prag­ma­ti­ci”, “fare il gio­co del­la destra”.

Lady Gaga e Spring­steen non pro­te­sta­no con­tro le depor­ta­zio­ni. Pro­te­sta­no con­tro chi le fa. O for­se cer­ca­no faci­le visi­bi­li­tà?

Se doma­ni tor­nas­se­ro i Dem e con­ti­nuas­se­ro esat­ta­men­te le stes­se poli­ti­che (come han­no sem­pre fat­to), tor­ne­reb­be il silen­zio. Per­ché il pro­ble­ma non è la poli­ti­ca impe­ria­le USA, è chi la gesti­sce. Non è il siste­ma di depor­ta­zio­ne, occu­pa­zio­ne, repres­sio­ne — è qua­le fazio­ne lo con­trol­la e lo eser­ci­ta.

E in Ita­lia? Ci indi­gnia­mo per le depor­ta­zio­ni ame­ri­ca­ne men­tre sor­vo­lia­mo sul­le nostre: i CPR, i respin­gi­men­ti in Libia, gli accor­di con la Tuni­sia. Le poli­ti­che le abbia­mo dele­ga­te — a Fron­tex, all’UE, ai “part­ner” nor­da­fri­ca­ni — così pos­sia­mo scan­da­liz­zar­ci per Trump restan­do con la coscien­za puli­ta.

È come ne “L’uo­mo nel­l’al­to castel­lo”: non si sce­glie tra due fasci­smi. È lo scon­tro è tra due fasci­smi — mode­ra­to con­tro estre­mi­sta — e chi sta in mez­zo vie­ne schiac­cia­to, costret­to a par­teg­gia­re per il “meno peg­gio” cre­den­do che que­sto sia resi­sten­za. Ma qua­lun­que par­te pre­val­ga, il siste­ma resta lo stes­so. E i pro­gres­si­sti applau­do­no, cre­den­do di fare resi­sten­za men­tre stan­no solo tifan­do per il loro mostro pre­fe­ri­to.

Il pro­ble­ma non è Spring­steen o Lady Gaga che pro­te­sta­no. Il pro­ble­ma è quan­do pro­te­sta­no e quan­do tac­cio­no.

A pen­sar male si fa pec­ca­to. Ma a pen­sar bene si resta fre­ga­ti.

C’è un famo­so det­to “Quan­do il sag­gio indi­ca la luna, lo stol­to guar­da il dito”.  Ma a for­za di guar­da­re dove ti dico­no di guar­da­re — Trump cat­ti­vo, Dem buo­ni — ti ritro­vi l’om­brel­lo di Altan, anzi un ombrel­lo­ne, su per il culo sen­za aver visto il vero pro­ble­ma.

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