Mentre ci si indigna per i rastrellamenti dell’ICE a Minneapolis, l’Italia il 2 novembre 2025 ha rinnovato per altri tre anni il supporto tecnico ed economico alla guardia costiera libica, dopo che la Camera ha bocciato le mozioni contrarie. Il tutto nell’ambito della più ampia strategia europea di esternalizzazione delle frontiere.
La differenza tra USA e UE non è etica, è tecnica. Gli Stati Uniti praticano violenza diretta e visibile: l’ICE irrompe nelle città, arresta, separa le famiglie, spara. Tutto è documentato, tutto è sotto gli occhi di tutti. L’Europa, invece, ha sviluppato un sistema più sofisticato: esternalizza la brutalità.
Paghiamo la guardia costiera libica per intercettare i migranti e riportarli nei campi dove vengono torturati. Finanziamo la Tunisia perché trattenga le partenze. Blocchiamo le navi di soccorso con cavilli burocratici. E quando un barcone affonda, dopo che Frontex l’aveva segnalato 18 ore prima (Cutro, 94 morti, febbraio 2023), non c’è un agente che abbia sparato. C’è solo il mare, gli scafisti, la fatalità. Le responsabilità si dissolvono nella catena delle deleghe: le autorità italiane sapevano e hanno scelto di far finta di non vedere.
Il trucco dell’esternalizzazione consiste proprio in questo: non premiamo il grilletto, paghiamo qualcun altro, ma soprattutto perché lo faccia lontano dai nostri occhi. I numeri parlano chiaro: Minneapolis produce arresti e qualche sparatoria (con due morti), il Mediterraneo centrale ha prodotto oltre 33.000 morti documentati dal 2014 [Fonte ISMU]. Ma Minneapolis scandalizza perché vedi gli agenti. Cutro no, perché vedi solo i cadaveri e puoi attribuire la colpa al destino, alla fatalità.
L’indignazione europea per l’ICE è funzionale: serve a costruire una superiorità morale mentre rinnoviamo gli accordi con la Libia, permette di parlare di “valori europei” mentre violiamo gli stessi diritti attraverso Frontex. La differenza non è che noi siamo più civili: abbiamo solo imparato a uccidere con un linguaggio burocratico e a una distanza di sicurezza, chiamando “cooperazione” ciò che è delega criminale, “gestione dei flussi” ciò che è strage pianificata.
L’ipocrisia europea consiste nel poter esercitare violenza equivalente o superiore senza esserne macchiati, perché avviene altrove, per mano d’altri, nascosta dal gergo amministrativo. Non siamo meno brutali, siamo solo più sofisticati nel nasconderlo.