lunedì, Marzo 2, 2026
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La geometria della violenza invisibile

Men­tre ci si indi­gna per i rastrel­la­men­ti del­l’I­CE a Min­nea­po­lis, l’I­ta­lia il 2 novem­bre 2025 ha rin­no­va­to per altri tre anni il sup­por­to tec­ni­co ed eco­no­mi­co alla guar­dia costie­ra libi­ca, dopo che la Came­ra ha boc­cia­to le mozio­ni con­tra­rie. Il tut­to nel­l’am­bi­to del­la più ampia stra­te­gia euro­pea di ester­na­liz­za­zio­ne del­le fron­tie­re.

La dif­fe­ren­za tra USA e UE non è eti­ca, è tec­ni­ca. Gli Sta­ti Uni­ti pra­ti­ca­no vio­len­za diret­ta e visi­bi­le: l’I­CE irrom­pe nel­le cit­tà, arre­sta, sepa­ra le fami­glie, spa­ra. Tut­to è docu­men­ta­to, tut­to è sot­to gli occhi di tut­ti. L’Eu­ro­pa, inve­ce, ha svi­lup­pa­to un siste­ma più sofi­sti­ca­to: ester­na­liz­za la bru­ta­li­tà.

Paghia­mo la guar­dia costie­ra libi­ca per inter­cet­ta­re i migran­ti e ripor­tar­li nei cam­pi dove ven­go­no tor­tu­ra­ti. Finan­zia­mo la Tuni­sia per­ché trat­ten­ga le par­ten­ze. Bloc­chia­mo le navi di soc­cor­so con cavil­li buro­cra­ti­ci. E quan­do un bar­co­ne affon­da, dopo che Fron­tex l’a­ve­va segna­la­to 18 ore pri­ma (Cutro, 94 mor­ti, feb­bra­io 2023), non c’è un agen­te che abbia spa­ra­to. C’è solo il mare, gli sca­fi­sti, la fata­li­tà. Le respon­sa­bi­li­tà si dis­sol­vo­no nel­la cate­na del­le dele­ghe: le auto­ri­tà ita­lia­ne sape­va­no e han­no scel­to di far fin­ta di non vede­re.

Il truc­co del­l’e­ster­na­liz­za­zio­ne con­si­ste pro­prio in que­sto: non pre­mia­mo il gril­let­to, paghia­mo qual­cun altro, ma soprat­tut­to per­ché lo fac­cia lon­ta­no dai nostri occhi. I nume­ri par­la­no chia­ro: Min­nea­po­lis pro­du­ce arre­sti e qual­che spa­ra­to­ria (con due mor­ti), il Medi­ter­ra­neo cen­tra­le ha pro­dot­to oltre 33.000 mor­ti docu­men­ta­ti dal 2014 [Fon­te ISMU]. Ma Min­nea­po­lis scan­da­liz­za per­ché vedi gli agen­ti. Cutro no, per­ché vedi solo i cada­ve­ri e puoi attri­bui­re la col­pa al desti­no, alla fata­li­tà.

L’in­di­gna­zio­ne euro­pea per l’I­CE è fun­zio­na­le: ser­ve a costrui­re una supe­rio­ri­tà mora­le men­tre rin­no­via­mo gli accor­di con la Libia, per­met­te di par­la­re di “valo­ri euro­pei” men­tre vio­lia­mo gli stes­si dirit­ti attra­ver­so Fron­tex. La dif­fe­ren­za non è che noi sia­mo più civi­li: abbia­mo solo impa­ra­to a ucci­de­re con un lin­guag­gio buro­cra­ti­co e a una distan­za di sicu­rez­za, chia­man­do “coo­pe­ra­zio­ne” ciò che è dele­ga cri­mi­na­le, “gestio­ne dei flus­si” ciò che è stra­ge pia­ni­fi­ca­ta.

L’i­po­cri­sia euro­pea con­si­ste nel poter eser­ci­ta­re vio­len­za equi­va­len­te o supe­rio­re sen­za esser­ne mac­chia­ti, per­ché avvie­ne altro­ve, per mano d’al­tri, nasco­sta dal ger­go ammi­ni­stra­ti­vo. Non sia­mo meno bru­ta­li, sia­mo solo più sofi­sti­ca­ti nel nascon­der­lo.

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